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lunedì 23 aprile 2018

Giampaolo Serra - "Improvvisi presagi di primavera"

Improvvisi presagi di primavera
Lasciami dove comincia la notte
Vagando nel giardino dei sogni

Lasciami dove comincia la notte
Cos’altro potrei dire?
Sugli occhi di rugiada.


Giampaolo Serra 4F

Marco D'Ambrosio - "Solo tu..."

Gli occhi... Quegli occhi chiari che al solo sguardo ti colpivano. Sì...perché emanavano una luce talmente intensa da impedirti di vedere ciò che c'era attorno... Non ero degno di guardarla... I miei occhi non ne erano all'altezza. E quei capelli... lucenti come campi di grano in cui perdersi... che volteggiavano al minimo suo movimento e emanavano un profumo dolce... La sua presenza mi rendeva diverso, felice, spensierato e contento della vita. Quel suo atteggiamento deciso, ma al contempo timido, il fascino che sa di potersi vantare, ma l’umiltá di chi è puro dentro. Tutto ció in lei mi colpí fin dal primo istante, cambiandomi...
forse per sempre...


Marco D'Ambrosio 4F

Vincenzo Malivindi - "La luna pura appare nel cielo"

La luna pura appare nel cielo
come il tuo viso nella mia mente.
Il color dei tuoi occhi mi ricordan il velo
di una fata, che vola dolcemente…
Il fuoco, le tue labbra rosse
che quel bacio mortale
diedero a me, comune mortale.
Tu sei la mia stella cadente,
la stella più luminosa del cielo,
caduta sulla Terra… e adesso
sei la persona che amo di più al mondo!


Vincenzo Malivindi 4F

Daniele Tosto - "Adoro i tuoi occhi"

Adoro i tuoi occhi
Blu come il cielo di una bella stagione
E chiari come un raggio di sole

Ti vidi quel giorno,
Mi passasti davanti
Incalzando un passo leggiadro

Ti avrei stretta in quel pensiero,
Di un attimo interminabile,
Il tuo corpo morbido ed inafferrabile.


Daniele Tosto 4F

Alessandro Cicerchia - "Pensiero dolce"

Pensando,
mi ritorni in mente,
non penso ai tuoi occhi,
troppo banale,
ma al tuo modo di
guardare.

Pensando, ancora,
mi ritorno in mente io,
mentre scrivo questa,
che mi concentro per concretizzare
il mio pensiero
d’amore.

Sperando,
sogno che un giorno
le nostri care menti
si uniscano
per sempre.


Alessandro Cicerchia 4F

mercoledì 7 giugno 2017

Davide Blasi - "Soli sicut sol"

Poesia III classificata al concorso "Bombagiù"
Finalista al concorso "I racconti di Trotsky"

Rabbia, tristezza,
Voglia di piangere, di urlare...

Malessere, paura
Di dover ricomincare,
Di essere da soli.

Naufragando tra troppi ricordi,
Promesse, illusioni...

Sperando che chiudendo gl'occhi
Tutto svanisca in un brutto sogno.

Pendando ad ogni promessa come menzogna,
Ad ogni azione come violenza,
Ad ogni aiuto come offesa.

Rifiutando e disprezzando ogni parola;
Perché nessuno può parlare la mia lingua.
Rifiutando e disprezzando ogni mano tesa:
Perché neanche quella più forte può
Riunire i lembi di un cuore spezzato.

Ma senza alcun rancore, solo illusione
Che questo sia solo un passo falso
Per ambire all'eternita.

Rassegnato all'idea che sia avvenuto
Ciò che doveva succedere, e non
Quello che avrei voluto succedesse.

Sperando non di dimenticare
Ma di non pensare a ciò che ho amato.
Non distruggere né cancellare
Ogni immagine, ma piuttosto offuscarla.

Sapendo in fondo che così è giusto
E che una storia si scrive con l'inchiostro
E non con le lacrime.

L'unica che può esserci è quella
Accanto alla parola fine.

L'amarezza l'unico gusto,
La desolazione l'unica vista;

Uno il pensiero, dolce dolore
E necessario malessere:
Il dover ricomincare soli.

Rifugiarsi in qualche montagna,
Abisso, deserto o ghiacciato.
Con un'unica compagnia: la solitudine.

Rifugiarsi in noi stessi
Nella piana nebbiosa dove vaga la nostra anima
Devastata ora da lacrime di fuoco

Ma ora basta! Basta vivere
Nel passato, basta vedere il tempo
Che scorre nella clessidra.

Basta avere occhi di fiamma
Bagnati da gemme di fiume

Ora basta rileggere, rileggere e rileggere
Le stesse pagine, le stesse parole;
Sperando di non arrivare mai all'ultima.

Adesso basta irrigare le guance!
Devo chiudere il libro e aprirmi alla Vita,
Chiudere gli occhi e spalancare il cuore,
Placare gli istinti e cercare l'Amore.


Davide Blasi 5D

lunedì 5 giugno 2017

Alessandro Liso - "Sorridi"

Testo della canzone dei Sander's Core, Sorridi

Fingo ancora tra sorrisi e tormenti
Un flusso di cambiamenti
Vago tra la folla
Mentre intorno il resto crolla
Non mi curo più di niente
Non mi curo della gente
Vivo ciò che sento
Anche se lo faccio a stento

Ripenso a tutti quei momenti
Angoli di specchi
Vedo solo maschere
Di tutte quelle sere
Mi chiedo perché io stia così bene
Non so cosa mi tiene lontano dalle scene

Quella curiosità di vivere
Mi spinge a cercare te
E penso che sia tutto falso
Ma incasso e mi rialzo
Mi chiedo perché... Mi chiedo perché

Sorridi...

Ricordi, guardavo nei tuoi occhi
Lontano dagli sguardi
Prima che fosse troppo tardi
Mi vedi, Cerco ancora quel sorriso
Affogato in quei momenti
Troppo distanti... da qui

Giorni passati a riflettere
sul mio vero essere
Sfioro l'oblio perdo la testa
Ansimo per ciò che resta
Non so più cosa voglio
Rimane solo l'orgoglio
Colgo l'attimo che fugge
Lo stesso che mi distrugge
Che mi allontana dall'apparenza
E mi avvicina alla decadenza
Con la paura di cadere
Senza avere alcun potere
Affogo ancora nel mio mondo
Senza pensare ad un ritorno

Quella curiosità di vivere
Mi spinge a cercare te
E penso che sia tutto falso
Ma incasso e mi rialzo
Mi chiedo perché... Mi chiedo perché

Sorridi...

Ricordi, guardavo nei tuoi occhi
Lontano dagli sguardi
Prima che fosse troppo tardi
Mi vedi, Cerco ancora quel sorriso
Perduto in quei momenti
Troppo distanti... da qui

Libero solo apparentemente
Dal bisogno di certezze
Soggiogato da questa fame
Che non provo realmente
L'indecisione mi lacera
E mi sciolgo come cera
Con il rischio di bruciare
È solo ora di cambiare

Quella curiosità di vivere
Mi spinge a cercare te
E penso che sia tutto falso
Ma incasso e mi rialzo
Mi chiedo perché... Mi chiedo perché... Mi chiedo perché... Mi chiedo perché

Sorridi...


Link per la canzone

giovedì 2 marzo 2017

Beniamin Birzu - "In que' occhi"

In que' occhi rivivo l’ardor pel gelo
E rivedo le stelle della volta
Ch’ognuna una parte illumina in cielo
Ma son due sole quelle ch’amor porta.

In quei capei vedo l’oscura notte 
E a comparar par che seconda sia
Nel scorgervi non ci son parol dotte
Ma non so qual vien dopo e quale pria.

Nel suo sorriso c’è ogni innocenza
Che’l reo è indotto a pentimento
E a cambiar il suo vil sentiero.

Nell’amor della mia adolescenza
Tutto svanì tranne quel sentimento
Che gli diede il cuor mio e ogni pensiero.
 

Simone D'Uffizi - "Piccola mia"

Piccola mia,
ieri sera guardando il cielo stellato
stavo ripensando a te,
a quegli occhi e a quel sorriso.
Ad ogni parola che sento mi torni in mente tu,
tu che dai un senso a ogni cosa,
tu che con i tuoi difetti
mi fai impazzire sempre più,
tu che ogni giorno che passa
sei sempre più tu,
semplicemente tu.

mercoledì 1 marzo 2017

Vincenzo Malivindi - "La luna appare nel cielo"

La luna pura appare nel cielo
come il tuo viso nella mia mente.
Il color dei tuoi occhi mi ricordan il velo
di una fata, che vola dolcemente...
Il fuoco, le tue labbra rosse
che quel bacio mortale diedero
a me, comune mortale.
Tu sei la mia stella cadente,
la stella più luminosa del cielo,
caduta sulla Terra… e adesso
Sei la persona che amo di più al mondo!

lunedì 21 novembre 2016

Francesca Gallo - Ho scritto questo sonetto parodiando la poesia di Petrarca "Erano i capei d’oro a l’aura sparsi"

Erano i capei grigi a l’aura sparsi
Che’n mille sudici nodi gli avvolgea,
E’l fioco lume oltra misura ardea
Di quei tristi occhi, ch’or ne son si scarsi;

E’l viso di pietosi color’farsi,
Non so se vero o falso, mi parea:
I’che l’esca dolorosa al petto avea
Qual meraviglia se di subito arsi?

Era l’andar suo cosa spettrale
Non d’angelica forma, e le parole
Sonavan altro, che pur voce umana

Uno spirito oscuro, una forma animale
Fu quel ch’i’ vidi; e se non fosse or tale.
Piaga per allentare d’arco non sana.

venerdì 13 maggio 2016

Charles Baudelaire - "Ti adoro"

Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, esponente chiave del Simbolismo. I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale.

Il pensiero e la biografia di Baudelaire hanno influenzato molti autori successivi come i Poeti Maledetti (Verlaine, Mallarmé e Rimbaud), ma anche gli Scapigliati italiani.


T'adoro al pari della volta notturna,

o vaso di tristezza, o grande taciturna!

 E tanto più t'amo quanto più mi fuggi,

o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,

 ironicamente accumulare la distanza

che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto

come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,

 fiera implacabile e cruda, sino la freddezza

che ti fa più bella ai miei occhi.

da I fiori del male


Commento:

Il poeta paragona la sua amata alla volta celeste, al cielo stellato, che gli fa compagnia durante le sue veglie notturne, triste e taciturno come un vaso colmo di tristezza. L'amata è sfuggente ed è per questo che egli l'ama ancor di più.

Nella seconda parte della poesia il poeta esprime ironicamente il suo tentativo di approccio alla donna: mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto come una schiera di vermi su un cadavere, di cui ama tutto, anche la sua freddezza.