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lunedì 23 aprile 2018

Beniamin Birzu - "Nostre furon le notti dell'estate"

Nostre furon le notti dell'estate
E i dì che sovente vivemmo insieme,
Ci legò Amicizia in acerba etade
E oggi matur di rivedervi ho speme.

Di rimembrar i momenti passati
E viverne di più sublimi ancora,
Nuove notti silenti e pur fugaci
E altri dì aspetto dai dì d'allora.

Canteremo insieme le dolci note
Del legame che noi sì forte unisce
E ch'al mondo è il più gentil e bello

Ché dono è di Colui che tutto puote
E Lui ringrazio quando rifiorisce
Il nostro passato e il futur di quello.


Beniamin Birzu 4F

Beniamin Birzu - "Ciel notturno"

Ciel notturno dei freschi e cari monti,
Ciel, che nasconder suoli i miei pensieri,
Cela ancor tra i veli tuoi i miei racconti
Ch'anima fa di sé a sé, sinceri.
Cielo, guarda negli occhi miei ancora
E dimmi che nulla sia cambiato
Che le stelle siano stelle ancora
Che'l nostro silenzio non sia mutato.

Ciel notturno, svelami i tuoi misteri
Prima che nel silenzio tuo mi perda
O che'l freddo sonno ti nomini ieri,
Prima che l'alba le stelle disperda.
Sì... i misteri del tuo esser tale
Che tanti braman di svelare invano,
Col cuore o la ragion, ma resti uguale.
Adesso dimmi perché sei tu tale.

- Ecco, giovane, giudica in saggezza!
Non vedi in me la mano del Creatore?
Nel mϊo infinito la sua grandezza
E nelle fitte stelle il vasto amore?
Non senti nel silenzio a te sì caro
Il suon dolce, quel flebile e leggero?
Nel buio trovi d'animo il riparo,
Ma non vi scorgi in egual modo il Vero?

- E le stelle furon i bei passati,
Il silenzio quei sentimenti veri,
Il sonno il non più l'ardor sinceri
E l'alba la morte, i non più fiati.
Come si può esser così leggeri...
A me davanti, sempre, ma mai chiaro
Ora sì, posso dir ch'ho il ben più raro,
Ora, per me non vi son più misteri.


Beniamin Birzu 4F

lunedì 9 maggio 2016

Beniamin Birzu - "Sii ilare"

Di vento è lui, in completa allegrezza
l'uomo che né il dilemma, né mestizia
porta e apaticamente, con freddezza
dalla mano scaglia e non se ne vizia.

Eccovi uomini, l'arma dell'esultanza,
sparate a vista a tutti gli incoscienti,
dell'angoscia non sia la mancanza
ma di tanti, troppi festeggiamenti.

Stai attento, che della tua gaiezza
non ne venga a meno d'una altra sola
ma ne arrivin cento, mille altre ancora.

Non temer d'arrivar alla scarsezza,
perché un dì sarai, pe' ogni bestiola,
ripagato da Chi tutto colora.