Nostre furon le notti dell'estate
E i dì che sovente vivemmo insieme,
Ci legò Amicizia in acerba etade
E oggi matur di rivedervi ho speme.
Di rimembrar i momenti passati
E viverne di più sublimi ancora,
Nuove notti silenti e pur fugaci
E altri dì aspetto dai dì d'allora.
Canteremo insieme le dolci note
Del legame che noi sì forte unisce
E ch'al mondo è il più gentil e bello
Ché dono è di Colui che tutto puote
E Lui ringrazio quando rifiorisce
Il nostro passato e il futur di quello.
Beniamin Birzu 4F
Blog creato da un gruppo di studenti del Liceo Scientifico "Paolo Borsellino e Giovanni Falcone" di Zagarolo.
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lunedì 23 aprile 2018
Beniamin Birzu - "Ciel notturno"
Ciel notturno dei freschi e cari monti,
Ciel, che nasconder suoli i miei pensieri,
Cela ancor tra i veli tuoi i miei racconti
Ch'anima fa di sé a sé, sinceri.
Cielo, guarda negli occhi miei ancora
E dimmi che nulla sia cambiato
Che le stelle siano stelle ancora
Che'l nostro silenzio non sia mutato.
Ciel notturno, svelami i tuoi misteri
Prima che nel silenzio tuo mi perda
O che'l freddo sonno ti nomini ieri,
Prima che l'alba le stelle disperda.
Sì... i misteri del tuo esser tale
Che tanti braman di svelare invano,
Col cuore o la ragion, ma resti uguale.
Adesso dimmi perché sei tu tale.
- Ecco, giovane, giudica in saggezza!
Non vedi in me la mano del Creatore?
Nel mϊo infinito la sua grandezza
E nelle fitte stelle il vasto amore?
Non senti nel silenzio a te sì caro
Il suon dolce, quel flebile e leggero?
Nel buio trovi d'animo il riparo,
Ma non vi scorgi in egual modo il Vero?
- E le stelle furon i bei passati,
Il silenzio quei sentimenti veri,
Il sonno il non più l'ardor sinceri
E l'alba la morte, i non più fiati.
Come si può esser così leggeri...
A me davanti, sempre, ma mai chiaro
Ora sì, posso dir ch'ho il ben più raro,
Ora, per me non vi son più misteri.
Beniamin Birzu 4F
Ciel, che nasconder suoli i miei pensieri,
Cela ancor tra i veli tuoi i miei racconti
Ch'anima fa di sé a sé, sinceri.
Cielo, guarda negli occhi miei ancora
E dimmi che nulla sia cambiato
Che le stelle siano stelle ancora
Che'l nostro silenzio non sia mutato.
Ciel notturno, svelami i tuoi misteri
Prima che nel silenzio tuo mi perda
O che'l freddo sonno ti nomini ieri,
Prima che l'alba le stelle disperda.
Sì... i misteri del tuo esser tale
Che tanti braman di svelare invano,
Col cuore o la ragion, ma resti uguale.
Adesso dimmi perché sei tu tale.
- Ecco, giovane, giudica in saggezza!
Non vedi in me la mano del Creatore?
Nel mϊo infinito la sua grandezza
E nelle fitte stelle il vasto amore?
Non senti nel silenzio a te sì caro
Il suon dolce, quel flebile e leggero?
Nel buio trovi d'animo il riparo,
Ma non vi scorgi in egual modo il Vero?
- E le stelle furon i bei passati,
Il silenzio quei sentimenti veri,
Il sonno il non più l'ardor sinceri
E l'alba la morte, i non più fiati.
Come si può esser così leggeri...
A me davanti, sempre, ma mai chiaro
Ora sì, posso dir ch'ho il ben più raro,
Ora, per me non vi son più misteri.
Beniamin Birzu 4F
lunedì 9 maggio 2016
Beniamin Birzu - "Sii ilare"
Di vento è lui, in completa
allegrezza
l'uomo che né il dilemma, né
mestizia
porta e apaticamente, con
freddezza
dalla mano scaglia e non se ne
vizia.
Eccovi uomini, l'arma
dell'esultanza,
sparate a vista a tutti gli
incoscienti,
dell'angoscia non sia la mancanza
ma di tanti, troppi
festeggiamenti.
Stai attento, che della tua
gaiezza
non ne venga a meno d'una altra
sola
ma ne arrivin cento, mille altre
ancora.
Non temer d'arrivar alla
scarsezza,
perché un dì sarai, pe' ogni
bestiola,
ripagato da Chi tutto colora.
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